Se hai in casa delle vecchie schede telefoniche risalenti agli anni Novanta, potrebbero valere una fortuna
Lo sanno bene i collezionisti: gli oggetti, passata una determinata epoca, possono valere una fortuna. Sono moltissime le storie di coloro che, scavando nei cassetti di casa dei propri nonni, o negli scatoloni di quando si era bambini, ha trovato dei veri e propri tesori. Cimeli appartenenti ad un’altra epoca, che passato almeno un decennio, assumono un altro valore. Ma, se nel momento in cui lo si raccoglieva per collezionarlo, valeva giusto il gusto di tenerlo in casa, un domani il valore, oltre che affettivo, diventa anche economico.
Ed è così che coloro che sono nati negli anni Novanta potrebbero avere in casa, senza saperlo, un piccolo tesoretto. Stiamo parlando delle vecchie schede telefoniche, che tanti bambini all’epoca collezionavano. Uno di quegli oggetti ormai desueti, che, se li mostriamo a un bambino di oggi, o anche solo ad un ragazzo nato nei anni 2000, non ha proprio idea di che cosa sia. Piccole schede magnetiche su cui si caricavano pochi spiccioli, utili a terminare una telefonata. Prima, così, si comunicava con una persona a distanza, quando ancora gli smartphone erano solo un sogno lontano.

Le schede telefoniche, simbolo degli anni Novanta: oggi possono valere una fortuna
Al di là del loro utilizzo pratico, le schede divennero così diffuse che cominciarono a spuntarne sempre di più di colorate e a fantasia. Tanto da diventare dei veri e propri oggetti di collezione, simbolo degli anni Novanta. Ed ecco come nacque, quindi, l’abitudine, per alcuni, di collezionarle, una volta svuotate dei soldi per una telefonata nella cabina telefonica (altro oggetto, anche questo, che ormai non fa più parte del nostro arredo urbano, eccetto ancora qualche raro caso nelle grandi città). Ebbene, queste schede telefoniche oggi potrebbero valere una piccola fortuna.
Alcune di esse valgono poco, generalmente dai 3 ai 10 euro, ma messe insieme, decine di schede possono arrivare a valere anche oltre 100 euro. Quelle che valgono di meno sono le schede delle pubblicità più diffuse, altro discorso invece è per le schede dalle serie tematiche che hanno invece un valore decisamente più alto. Cioè, ad esempio, la serie legata alle Meraviglie d’Italia. Questa singola scheda può infatti valere, pensate, fino a 1000 euro. Va da sé, però, che la scheda, per arrivare a valere tanto, deve essere impeccabile: non un graffio, né un taglio, e le scritte i colori assolutamente nitide.
Molto richieste sono anche le schede di Alberobello e quella dedicata a Michelangelo. Rara e preziosa è anche la scheda raffigurante la fontana Maggiore di Perugia, e quelle legate ai Mondiali di Calcio Italia 90. Se avete, poi, quella delle Olimpiadi di Barcellona 1992 e quella delle Olimpiadi di Atlanta 1996, anche questa, attenzione, non buttatele: valgono anche 500 euro.
