In sintesi
- 🎬 A testa alta – Il coraggio di una donna
- 📺 Canale 5, ore 21.20
- 🧑⚖️ La serie racconta la storia di Virginia Terzi, preside travolta da uno scandalo di revenge porn, e affronta temi attuali come il giudizio mediatico, la perdita della privacy e le conseguenze sociali e familiari di una vicenda che si trasforma da dramma personale a thriller, con Sabrina Ferilli protagonista.
Sabrina Ferilli, Canale 5, A testa alta – Il coraggio di una donna. Tre entità fortissime, tutte insieme nel prime time di mercoledì 21 gennaio 2026. Se cercate qualcosa di intenso, coinvolgente e capace di far discutere, la terza puntata della serie diretta da Giacomo Martelli è la scelta più forte da mettere in agenda stasera.
A testa alta – perché la fiction con Sabrina Ferilli è già un piccolo caso culturale
La potenza narrativa di questa fiction nasce dalla sua capacità di far esplodere su schermo un tema necessario: il revenge porn e il giudizio mediatico che travolge le donne molto più degli uomini. Non è un caso che la serie, una produzione Rti – Banijay Studios Italy, abbia superato i 4 milioni di spettatori già alla prima puntata. Il pubblico ha intuito subito che questa storia non è solo un racconto, ma un riflesso dei tempi digitali in cui viviamo.
In A testa alta – Il coraggio di una donna, Sabrina Ferilli interpreta Virginia Terzi, preside stimata, dirigente dell’anno, moglie, madre, donna che tiene insieme mille responsabilità con eleganza e rigore. Finché un video intimo la travolge. Il dispositivo narrativo è semplice ma micidiale: in pochi secondi, la privacy diventa arena pubblica, e lo sguardo degli altri si trasforma in una condanna spesso irreversibile.
Questa terza puntata è quella dove la serie decide di alzare davvero il tiro, mostrando quanto il racconto non sia solo un dramma personale, ma un meccanismo sociale spietato che si alimenta di pregiudizio, politica, potere e relazioni tossiche.
Cosa succede nella puntata di stasera su Canale 5
Alle 21.20 su Canale 5 ci aspetta l’episodio più cupo finora, quello che segna il passaggio definitivo dal dramma privato al thriller vero e proprio. Virginia viene arrestata per l’omicidio di Ivan, l’uomo che ha diffuso il video. Il PM Gaudenzi stringe su di lei e sulla sorella Cecilia, creando una tensione investigativa che contagia tutto il racconto.
L’aspetto più interessante è come la serie riesca a giocare con l’idea del “nemico invisibile”, una figura che sembra anticipare ogni mossa della protagonista. Ed è qui che si sente l’impronta più moderna della sceneggiatura: non c’è un cattivo macchiettistico, ma un sistema di relazioni complesse, quasi un algoritmo sociale che moltiplica le conseguenze di una singola trasgressione. Una punizione collettiva che diventa ingranaggio narrativo.
Il colpo di scena che segna questo episodio, ossia la scomparsa del figlio Rocco, è costruito con una precisione quasi da serie nordica: freddo, asciutto, improvviso. Ed è un momento che dice molto sulla modernità del linguaggio scelto dagli autori.
- La perdita del controllo della propria immagine
- La perdita dei legami affettivi più profondi
La Roma di Trastevere e Monteverde costruisce la cornice istituzionale della vicenda, mostrando gli ambienti più legati alla vita pubblica della protagonista.
Anguillara Sabazia diventa invece la piccola comunità che giudica e osserva, facendo da contrappunto emotivo e sociale alla spirale che travolge Virginia.
Questa scelta estetica funziona benissimo: due mondi, uno intimo e uno pubblico, che collidono di continuo, proprio come accade nella vita della protagonista.
Le interpretazioni: un cast costruito con intelligenza
Accanto alla Ferilli brillano diversi interpreti con background molto diversi, ma calibrati alla perfezione. Gioia Spaziani, per esempio, porta con sé tutta la credibilità costruita in anni di ruoli in serie fortemente identitarie come “Un posto al sole”. Raniero Monaco di Lapio aggiunge una fragilità maschile rara nelle fiction italiane, mentre Fabrizio Ferracane dà al marito di Virginia un’ambiguità che rende la storia molto meno prevedibile.
Perché vale la pena vederlo stasera
La forza di A testa alta sta nel suo essere una fiction popolare che non ha paura di affrontare temi complessi con linguaggio accessibile ma non banale. La scrittura è tesa, piena di cliffhanger ma anche di riflessioni sottili sulla responsabilità, sulla cultura digitale e sulla fragilità dei rapporti umani nell’era della connessione permanente.
Per chi ama le storie che scavano nelle contraddizioni del presente, questa serie è un gioiello da non lasciarsi scappare. E la puntata di stasera promette di essere una delle più dense, quella che prepara l’esplosione finale e ridefinisce il ruolo di Cecilia, personaggio che finora ha agito tra ombre e luci, ma che sembra destinato a cambiare gli equilibri della storia.
Se volete una serata di televisione che tenga insieme emozione, tensione e un pizzico di critica sociale, l’appuntamento è su Canale 5 alle 21.20. La Ferilli, in uno dei suoi ruoli più potenti, vi aspetta per un’altra battaglia combattuta davvero “a testa alta”.
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