Alzi la mano chi non ha mai sentito quella battuta sul manager sempre in trasferta o sull’infermiera che lavora turni notturni. Sembrano clichè da soap opera, eppure i numeri raccontano una storia diversa: alcuni ambienti lavorativi creano davvero condizioni che aumentano le probabilità di infedeltà. Non perché certe persone siano moralmente peggiori, ma perché mescolano ingredienti esplosivi come ore infinite insieme, stress devastante e quella strana sensazione di vivere in una realtà parallela rispetto a casa.
Prima di proseguire, facciamo chiarezza: stiamo parlando di dati raccolti da portali di incontri extraconiugali come Gleeden e Victoria Milan, insieme a osservazioni dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani e ricerche del NORC dell’Università di Chicago. Non sono studi clinici controllati pubblicati su riviste scientifiche, ma survey condotte su migliaia di persone che hanno già fatto quella scelta. Quindi parliamo di correlazioni, non di sentenze definitive. La maggioranza assoluta delle persone in queste professioni non tradisce mai. Ma i pattern che emergono sono talmente ricorrenti da meritare attenzione.
I Numeri Che Nessuno Ti Racconta
Partiamo dai dati italiani raccolti da una survey sui traditori seriali. Tra gli uomini, i manager guidano la classifica con il 13%, seguiti dagli ingegneri all’8% e dai direttori generali al 7%. Tra le donne, invece, le infermiere sono in pole position con il 10%, seguite dalle assistenti amministrative al 9% e dalle manager al 7%.
Ma c’è un dettaglio ancora più interessante. Una ricerca di Gleeden del 2018 specificamente sul pubblico italiano ha scoperto che il 62% delle donne e il 56% degli uomini che hanno tradito lo hanno fatto con qualcuno conosciuto sul posto di lavoro. Praticamente, l’ufficio batte qualsiasi altro scenario come location dell’infedeltà. Per le donne italiane, le professioni più ricorrenti sono assistenti e segretarie, seguite da consulenti. Per gli uomini, troviamo imprenditori e medici ai primi posti.
A livello globale, Victoria Milan ha identificato settori che compaiono sempre nelle classifiche: finanza e broker con un impressionante 18% tra professionisti maschi ad alto prestigio, aviazione, sanità con medici e infermieri, ruoli manageriali e il settore legale. Il dato che fa più rumore? Il 65% delle donne coinvolte nella survey ha ammesso di aver tradito con un collega diretto, non con uno sconosciuto incontrato per caso.
Perché Proprio Queste Professioni
Ora, prima che qualcuno inizi a guardare con sospetto ogni manager o infermiera che incontra, fermiamoci un attimo. Non stiamo dicendo che lavorare in finanza ti rende automaticamente infedele o che tutte le segretarie tradiscono. Stiamo parlando di ambienti che contengono più fattori di rischio contemporaneamente, come guidare di notte sotto la pioggia: non significa che avrai sicuramente un incidente, ma che devi fare più attenzione.
Il primo meccanismo psicologico si chiama principio di prossimità, studiato dallo psicologo Leon Festinger già negli anni Cinquanta. In parole semplici: più tempo passiamo fisicamente vicini a qualcuno, più è probabile che sviluppiamo un legame emotivo, completamente a prescindere dalle nostre intenzioni iniziali. Se trascorri dieci ore al giorno con lo stesso collega, condividendo caffè, frustrazioni lavorative, vittorie e ansie professionali, stai costruendo intimità. Non è romanticismo, è neurobiologia pura.
Aggiungiamo lo stress professionale, particolarmente intenso in settori come finanza, sanità e ruoli dirigenziali. Quando siamo sotto pressione costante, il cervello cerca strategie per scaricare la tensione. Per alcuni, questo può tradursi in una ricerca inconscia di evasione emotiva. Un collega che capisce perfettamente quella scadenza impossibile o quel cliente insopportabile diventa improvvisamente molto attraente, non necessariamente per qualità oggettive, ma perché rappresenta comprensione immediata senza bisogno di lunghe spiegazioni.
La Bolla Lavorativa: Quando l’Ufficio Diventa il Tuo Mondo Reale
Gli esperti che studiano le relazioni hanno identificato quello che chiamano bolla relazionale alternativa. Fondamentalmente, quando passi la maggioranza delle tue ore di veglia in ufficio, quell’ambiente diventa la tua realtà primaria. La casa, paradossalmente, diventa secondaria.
Pensaci: in ufficio sei la versione migliore di te stesso. Sei curato, concentrato, stimolato intellettualmente, circondato da persone che ti vedono performare al meglio. A casa, dopo dodici ore di lavoro, sei stanco, sbragato sul divano, preoccupato per le bollette. Non è che ami di meno il tuo partner, semplicemente l’energia emotiva e mentale migliore finisce altrove. E quando un collega ti vede sempre nella tua versione ottimale, e tu vedi la sua, si crea un’immagine potente ma completamente distorta della realtà.
Questo meccanismo è amplificato nelle professioni che richiedono viaggi frequenti. Piloti, assistenti di volo, consulenti che girano l’Italia o il mondo, manager sempre in trasferta: tutti condividono la caratteristica di vivere lontano dalla routine domestica. La distanza fisica non offre solo opportunità pratiche, ma crea anche una disconnessione psicologica profonda. In trasferta, le regole normali sembrano sospese, come se il te stesso in viaggio fosse una persona diversa dal te stesso a casa.
Settore Sanitario: Quando Intensità Emotiva Fa Rima con Intimità
Vale la pena soffermarsi sul settore sanitario, che compare costantemente in tutte le statistiche raccolte. Medici e infermieri lavorano in contesti emotivamente carichissimi, dove affrontano quotidianamente vita, morte, sofferenza e guarigione. Questa intensità crea legami profondi tra colleghi che condividono esperienze che il resto del mondo non può comprendere appieno.
Esiste un principio psicologico secondo cui la condivisione di esperienze intense accelera l’intimità emotiva. È lo stesso motivo per cui le coppie che superano insieme situazioni difficili spesso si rafforzano, ma funziona anche tra colleghi. Quando salvi una vita insieme a qualcuno alle tre del mattino, o affronti la perdita di un paziente, crei un legame che va ben oltre il professionale.
Aggiungiamo turni notturni che sballano completamente gli orari, rendendo difficilissimo mantenere sincronizzazione con un partner che lavora normalmente, e stress fisico ed emotivo devastante. Il risultato è un ambiente dove le difese sono cronicamente abbassate e il bisogno di conforto è costantemente alto. Non giustifica nulla, ma spiega perché i numeri sono quelli che sono.
Finanza e Management: Il Cocktail di Potere e Opportunità
Dall’altro lato dello spettro troviamo finanza, broker e ruoli manageriali di alto livello. Qui entrano in gioco fattori leggermente diversi. La ricerca evolutiva sulla psicologia dell’attrazione suggerisce che potere e status aumentano le opportunità di infedeltà, semplicemente perché aumentano le occasioni concrete.
Un manager o un dirigente ha più autonomia sui propri orari, più scuse credibili per essere fuori ufficio o in viaggio, e interagisce con molte più persone in contesti sociali lubrificati da alcol e atmosfere rilassate come cene di lavoro, eventi aziendali e congressi. Non è questione di moralità inferiore, semplicemente ci sono più occasioni strutturali.
C’è anche una componente legata allo stress da prestazione. In ambienti altamente competitivi e sotto pressione costante, alcuni individui sviluppano comportamenti compensatori: cercano validazione attraverso conquiste personali quando quelle professionali diventano fonte di ansia anziché di soddisfazione. Il tradimento diventa, paradossalmente, una forma distorta di controllo in un contesto dove tutto sembra sfuggire di mano.
Il Caso delle Assistenti: Prossimità Estrema e Falsa Intimità
Particolarmente interessante è la ricorrenza di assistenti amministrative e segretarie nelle statistiche femminili italiane raccolte da Gleeden. La spiegazione sta nell’effetto prossimità portato all’estremo. Un’assistente o una segretaria personale spesso conosce aspetti della vita del capo che nemmeno il partner conosce: ansie professionali, pressioni finanziarie, conflitti con soci o superiori, vulnerabilità che vengono nascoste al resto del mondo.
Questa intimità informativa crea quella che gli esperti chiamano falsa intimità emotiva. Il pensiero diventa: quella persona mi capisce come nessun altro. Ma si ignora completamente che quella comprensione è limitatissima a un contesto specifico e non rappresenta minimamente una compatibilità di vita completa. Il cervello emotivo, però, non fa queste distinzioni raffinate, specialmente quando si aggiungono ore infinite passate insieme e dipendenza reciproca per il funzionamento quotidiano.
Cosa Significano Davvero Questi Dati
È fondamentale capire una cosa: stiamo parlando di survey condotte su portali di incontri extraconiugali e dati raccolti da avvocati divorzisti. Questo significa che c’è un bias incorporato enorme: stiamo ascoltando esclusivamente persone che hanno già deciso di tradire o che stanno attraversando una separazione. Non sono studi clinici randomizzati controllati, non sono ricerche peer-reviewed pubblicate su riviste scientifiche accreditate.
La stragrande maggioranza delle persone in queste professioni non tradisce mai. Secondo le ricerche più affidabili sulla popolazione generale, circa dal 20% al 25% degli uomini sposati tradisce nel corso della vita, con variazioni significative in base a come si definisce esattamente il termine infedeltà. Quindi parliamo comunque di minoranze, anche se minoranze statisticamente rilevanti.
Quello che questi numeri mostrano non è che certe professioni causano tradimenti, ma che certi ambienti lavorativi contengono simultaneamente più fattori di rischio. È una distinzione cruciale. Non è il lavoro in sé a determinare il comportamento, ma la combinazione di prossimità fisica costante, stress emotivo elevato, opportunità strutturali e disconnessione dalla routine domestica.
Come Proteggere la Coppia Quando Lavori in un Settore a Rischio
La buona notizia è che essere consapevoli di questi pattern è già metà della soluzione. Gli esperti di terapia di coppia suggeriscono strategie concrete per chi lavora in questi contesti o ha un partner che lo fa.
La comunicazione trasparente sul lavoro diventa fondamentale. Non significa raccontare ogni singolo dettaglio noioso della giornata, ma condividere le dinamiche emotive del proprio ambiente lavorativo. Aiuta il partner a capire pressioni e relazioni, riducendo quella sensazione pericolosa di mondo separato che alimenta le bolle alternative. Se il tuo partner sa che lavori fianco a fianco con qualcuno ogni giorno, quella persona non diventa un’entità misteriosa ma una presenza normale e contestualizzata.
I rituali di connessione diventano vitali quando il lavoro occupa tanto spazio. Non serve tempo illimitato insieme, ma momenti di qualità protetti come appuntamenti sacrosanti. Anche solo venti minuti al giorno di conversazione vera, dove ci si racconta paure e vittorie, mantiene quella priorità emotiva che altrimenti l’ufficio usurpa silenziosamente.
Riconoscere i segnali di intimità crescente con un collega non è paranoia, è intelligenza emotiva applicata. Se ti sorprendi a condividere con un collega cose che non condividi con il partner, se pensi spesso a quella persona fuori dal contesto lavorativo, se inizi a curare particolarmente il tuo aspetto quando sai di incontrarla: questi sono campanelli d’allarme da ascoltare attentamente, non da ignorare sperando che passino da soli.
Mantenere confini professionali chiari aiuta enormemente. Evitare situazioni ambigue come cene uno a uno non strettamente necessarie, messaggi personali fuori orario lavorativo, condivisioni emotive troppo profonde su argomenti non lavorativi: non è essere freddi o scortesi, è proteggere attivamente la propria relazione primaria con scelte consapevoli.
La Domanda Vera: Perché Alcune Persone Tradiscono
Alla fine, le professioni sono solo facilitatori. La questione psicologica più profonda riguarda perché alcune persone, in determinate condizioni, scelgono l’infedeltà come risposta a bisogni insoddisfatti invece di altre strade.
La ricerca psicologica sulle relazioni suggerisce che l’infedeltà raramente riguarda davvero il sesso in sé. Molto più spesso risponde a bisogni di validazione personale, ricerca di novità ed eccitazione, evasione emotiva da problemi irrisolti, o rappresenta una forma inconscia di comunicare insoddisfazione nella relazione primaria senza affrontarla direttamente. Quando questi bisogni psicologici incontrano opportunità concrete, quelle che certi ambienti lavorativi offrono abbondantemente, il rischio si materializza.
Comprendere questo non giustifica assolutamente il tradimento, che rimane una scelta con conseguenze devastanti per tutte le persone coinvolte. Ma aiuta a spostare la conversazione da un giudizio morale semplicistico a una comprensione più complessa: certe condizioni psicologiche e ambientali aumentano vulnerabilità che possiamo riconoscere e affrontare preventivamente.
Ogni Coppia Scrive la Propria Storia
Un medico può lavorare turni massacranti fianco a fianco con colleghi attraenti per trent’anni senza mai attraversare quella linea. Un impiegato in un ufficio tranquillo con orari regolari può tradire ripetutamente. Le professioni identificate dalle survey creano condizioni favorevoli, non destini inevitabili.
Quello che conta veramente è la qualità della relazione primaria, la consapevolezza personale delle proprie vulnerabilità specifiche, e soprattutto la volontà attiva di proteggere ciò che si considera importante. Se il tuo partner lavora in finanza o se sei un’infermiera, questo non condanna nessuno a nulla. Ma ignorare ingenuamente che certi ambienti richiedono maggiore attenzione alla coppia sarebbe un errore.
I dati raccolti da portali come Gleeden e Victoria Milan, insieme alle osservazioni degli avvocati matrimonialisti, ci mostrano pattern ricorrenti che meritano riflessione. Manager, professionisti della sanità, assistenti, broker, consulenti sempre in viaggio: non sono categorie condannate, ma professioni dove si mescolano prossimità fisica costante, stress elevato, opportunità strutturali e disconnessione dalla routine domestica. Riconoscere questi fattori permette di agire preventivamente invece che reagire quando ormai è troppo tardi.
La psicologia delle relazioni ci insegna che l’amore da solo non basta, serve anche intenzione quotidiana. In un mondo lavorativo che richiede sempre più tempo, energia ed intimità emotiva, proteggere consapevolmente lo spazio della coppia non è un optional romantico ma una necessità pratica. Significa conversazioni oneste su dinamiche lavorative, significa rafforzare rituali di connessione, significa riconoscere quando il lavoro sta diventando troppo invadente nella sfera emotiva prima che sia troppo tardi. Quindi se lavori in uno di questi settori o il tuo partner lo fa, niente panico. Usa queste informazioni come punto di partenza per conversazioni costruttive, per essere più consapevole di dinamiche che altrimenti rimarrebbero invisibili fino a quando non esplodono.
Indice dei contenuti
