Giulio Beranek in una miniserie Rai dimenticata prima di Don Matteo 15.
C’è qualcosa di profondamente autentico in Giulio Beranek. Non si tratta solo di sguardi mai dei tutto rassicuranti, ma di storia personale. Cresciuto in una famiglia di giostrai con radici ceche e spagnole, Beranek porta sullo schermo un vissuto che non si improvvisa. L’infanzia itinerante tra luna park e piazze di provincia ha inciso sulla sua sensibilità, rendendolo l’interprete ideale di personaggi marginali, inquieti e spesso in bilico tra colpa e redenzione. Prima della recitazione ha tentato la strada del calcio, entrando nel settore giovanile dell’Olympiakos. Un grave infortunio al ginocchio interrompe però quel segno. Una frattura cambia il suo destino: dalla disciplina sportiva alla scoperta del palcoscenico il passo non è breve, ma nel suo caso è decisivo.
Viene notato dal regista Alessandro Di Robilant, che lo sceglie come protagonista di Marpiccolo. Siamo nel 2009 e quel film ambientato nella Taranto più aspra diventa il manifesto del suo stile: fisico, sporco, aderente alla realtà. Da quel momento in poi, Beranek, costruisce una carriera solida e coerente tra cinema d’autore e televisione. Sul grande schermo partecipa a titoli come Il racconto dei racconti, Una questione privata e L’Arminuta, mentre in tv si è imposto con la fiction Gerri. Un ruolo contraddittorio, ma potentissimo che ha permesso al grande pubblico di conoscerlo ancora di più. Ieri sera ha brillato in Don Matteo 15: un ruolo anche in questo caso ombroso e da scoprire. C’è però una miniserie poco conosciuta che va recuperata se avete amato l’intensità di Beranek.
Giulio Branek: Tutta la musica del cuore è la serie da riscoprire ora
In Don Matteo 15 veste i panni di Nikos Costas, una figura legata al passato di Don Massimo (interpretato da Raoul Bova). Beranek ha inserito una vibrazione diversa, quasi dissonante. Se avete amato questa interpretazione, all’inizio della sua carriera l’attore ha vestito i panni di un altro personaggio da approfondire: si tratta della miniserie Tutta la musica del cuore. Per chi ama le fiction civili e ambientazioni meridionali, qui ritroverete la stessa tensione etica, ma declinata in modo più adulto, spigoloso e visceralmente contemporaneo, anche se Beranek era giovanissimo.

Siamo in un Conservatorio pugliese dove un’ispettrice viene inviata dal suo direttore per un controllo. Il talento di Beranek non cerca scorciatoie: ogni suo ruolo sembra attraversato da una verità personale, come se la sua infanzia nomade continuasse a vibrare sotto la pelle dei personaggi che decide di interpretare. Forse proprio questa autenticità inquieta lo rende uno degli attori più magnetici e imprevedibili della sua generazione.
