Per sentirsi meno tristi bisogna evitare canzoni e hit recenti: ecco cosa dice la psicologia.
La musica è notevolmente cambiata negli ultimi anni e molto più di quanto immaginiamo. Non si tratta solo di suoni, ma soprattutto di emozioni che trasmette. Un’analisi condotta su oltre 50 anni di classifiche Billboard mostra che i testi delle canzoni popolari sono diventati più semplici, ma allo stesso tempo più negativi e ricchi di parole che hanno a che fare con stress, rabbia e tristezza. Un cambiamento che, secondo gli psicologi, non è irrilevante: quello che ascoltiamo ogni giorno può influenzare il nostro umore più di quanto pensiamo. Se vi sentite tristi dunque, non è solo una questione di testo malinconico. C’entra anche il periodo storico della musica che scegliete.
Molte hit degli ultimi 10-15 anni sono più lente, con ritmi minimali e tonalità minori. Anche se parlano di amore, lo fanno spesso in modo fragile e tormentato. Non è certo un caso. Viviamo in un’epoca segnata da incertezza e crisi sociali: la musica riflette questo clima emotivo. Il risultato sono playlist composte da brani intensi, a volte malinconici che possono amplificare uno stato d’animo già triste. Anche se pensiamo che sfogarsi con musica triste possa aiutarci, rischia invece di farci rimanere a lungo in quella sensazione.



