Non era un oggetto curioso e insolito al mercatino, ma uno dei testori più rari e misteriosi della storia moderna.
Siamo in un mercatino delle pulci del Midwest, uno di quelli che si vedono per strada e sembrano, a prima vista, anche abbastanza anonimi. Un commerciante di rottami metallici ha acquistato per 14.000 dollari un orologio racchiuso in un uovo d’oro. Non è un esperto d’arte e nemmeno un collezionista: il suo è un interesse materiale. L’idea infatti è quella di fondere l’oggetto e ricavarne il valore del metallo: può sembrare brutale, ma ci sta. Qualcosa però blocca l’uomo: l’oggetto tra le sue mani è raffinato, lavorato perfettamente e con rifiniture perfette.
Decide così di indagare e in quel momento, tutto cambia completamente direzione. Gli esperti non hanno dubbi: l’uovo è una delle otto Uova imperiali Fabergé perdute, capolavori di fine Ottocento, inizi Novecento per gli zar di tutte le Russie. Si tratta di oggetti leggendari, simbolo di un lusso estremo e perduto della dinastia Romanov. Questa tradizione nasce nel 1885, quando lo zar Alessandro III commissiona a Fabergé un dono speciale per la moglie, l’imperatrice Maria Feodorovna. Il risultato è un capolavoro di ingegneria artistica: un uovo smaltato che si apre e rivela un tuorlo sempre d’oro. Dentro c’è una gallina dorata e, ancora più in profondità, una minuscola corona imperiale con un pendente prezioso.
Trova l’uovo di Fabergé al mercatino delle pulci: quanto vale davvero adesso
Dopo il grande successo ottenuto con il regalo per l’imperatrice, Fabergé continua creando sempre altre uova. Diventano così simboli di potere, eleganza e opulenza: Nessuno è mai riuscito a eguagliarle. Arriva poi il 1917, con la Rivoluzione d’ottobre che spazza via l’Impero russo e i Romanov. I palazzi vengono saccheggiati e i tesori dispersi. Alcune Uova Imperiali finiscono nei depositi del Cremlino, altri venduti all’estero negli anni trenta per finanziare il regime sovietico: di alcune si perdono completamente le tracce.

Tra queste c’è il Terzo uovo: nessuna foto ufficiale o certezza, ma un fantasma della storia dell’arte. Senza che nessuno se ne accorgesse, riappare durante un’asta a New York nel 1964, catalogato come un semplice orologio decorativo. Nessuno lo riconosce o lo ferma. Decenni dopo un mercatino delle pulci lo riporta alla luce: uno dei simboli più credibili dell’opulenza imperiale. Il valore di questo oggetto si aggira oggi intorno ai 33 milioni di dollari. La storia non va cercata, ma è lei a trovare noi quando meno ce lo aspettiamo.
