I consigli del professor Schettino ai genitori di ragazzi e ragazze sportivi nel corso del vodcast dedicato alle Olimpiadi Milano Cortina 2026
Molto bello il vodcast che Vincenzo Schettino, professore di fisica noto per il suo progetto di divulgazione scientifica ‘La fisica che ci piace’, sta realizzando in questi giorni. Protagonisti sono i più giovani atleti in gara ai Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, con i quali il prof più amato d’Italia conversa su tematiche di grande interesse sia per il ragazzo o la ragazza adolescente, che per i loro genitori.
Insieme all’hockeista su ghiaccio Chiara Cardani, Schettino ha affrontato un tema difficile per lo studente alle prese con la sua carriera scolastica. Quello, cioè, della bocciatura. Un momento vissuto dalla stessa Cardani, che ne ha parlato con grande maturità, lanciando un messaggio d’oro ai suoi coetanei.
“È stato un momento difficile della mia vita, perché lì per lì sta deludendo, oltre a me stessa, tutti quelli che mi stavano guardando. Soprattutto perché, facendo sport, è difficile star dietro a tutto”, ha detto la sportiva.
“Tu sei giovanissima, però dovrete capire fin d’ora che essere bocciati è brutto, ma affrontatela. Andate avanti, cercate di capire anche l’onestà che c’è in una bocciatura”, ha risposto quindi Schettino. “Perché se si arriva a fare quel passo, è perché vi si vuole trasferire un messaggio. Che magari non sei pronta per fare questa cosa, un po’ come può succedere durante delle Olimpiadi: nonostante tu ti sia preparata da morire, se non ce la fai, lo farai la prossima volta”. Parole d’oro, che ogni studente e studentessa dovrebbe tenere a mente.
Rapporto genitori-figli, il consiglio del prof Schettino: “Ascoltateli”
In un’altra puntata del suo vodcast, Schettino ha poi avuto una interessante conversazione con la sciatrice Beatrice Lacedelli. Con cui si è parlato della tematica scuola-sport, e di come spesso molti genitori non riconoscano il talento sportivo che c’è nel proprio figlio o figlia.
“Vedo tanti genitori che spingono tanto sui propri figli, anche troppo. Bisogna ascoltare, guardarlo questo figlio, anche perché poi quando si entra nelle gare, appunto nel gareggiare, entrano in gioco tutta una serie di dinamiche che un genitore deve guardare assolutamente. Ma non con gli occhi di sé da piccolo, essendo cosciente di avere una persona diversa davanti”.
“Molto spesso mi capita di vedere ai miei studenti, e io amo molto quando so che ci sono studenti sportivi. Li incoraggio sempre tanto, mi raccomando sempre con i genitori: occhio al rapporto con i vostri figli. Cioè a guardare veramente se quella passione magari possa diventare eventualmente addirittura un mestiere. Perché quello è un passaggio fondamentale, molto molto difficile. Ma non fate mai mancare la vostra presenza“.
