Lombardia, la disavventura di un paziente: va all’ospedale per una visita, ma dopo tre ore è costretto ad andar via
Una brutta pagina di sanità pubblica è stata scritta in Lombardia, a Vizzolo Predabissi, piccolo comune di circa 4000 abitanti della provincia di Milano. Da qui arriva la storia, raccontata da Il Cittadino, di cui è stato suo malgrado protagonista un uomo di 37 anni originario di Valera Fratta, comune nei dintorni.
Giuseppe Capitanio, questo è il nome del cittadino che ha raccontato la disavventura vissuta all’ospedale Predabissi di Vizzolo.
A quanto racconta l’uomo, malato di una patologia cronica, lo scorso 19 gennaio si è presentato al nosocomio per essere sottoposto ad una visita urgente che gli era stata prescritta dal medico di famiglia. Visita che avrebbe dovuto svolgersi entro i 30 giorni dalle indicazioni del dottore. Era destinato al reparto di reumatologia del Predabissi, dove aveva una prenotazione. Il paziente si è quindi presentato all’orario stabilito, nel giorno indicato. Tuttavia, l’attesa sarebbe stata molto più lunga di quanto avesse previsto. Capitanio ha raccontato, infatti, di aver atteso addirittura tre ore, purtroppo invano.

Lombardia, va all’ospedale e attende tre ore per una visita: va via perché doveva lavorare, ma gli chiedono di pagare comunque il ticket. La denuncia di un cittadino di Valera Fratta
Per Capitanio all’ospedale Predabissi era la sua prima volta. Prima, infatti, il paziente era in cura all’ospedale Niguarda di Milano. Per questa volta aveva deciso di cambiare nosocomio, per non allontanarsi troppo da casa. Una scelta che, purtroppo, si è rivelata nefasta, ma non poteva saperlo. Come ha raccontato, infatti, il paziente, ha aspettato per tre ore di essere sottoposto alla visita. Purtroppo, però, vi ha dovuto rinunciare, dal momento che doveva tornare a lavorare.
Alle 16, infatti, come sostiene, ancora nessuno era venuto né a chiamarlo per la visita, né a fornirgli alcuna spiegazione di questo ritardo anomalo. Dovendo tornare al lavoro, il 37enne è dunque andato in accettazione per disdire l’esame. Ma qui, come ha raccontato, gli è stato comunicato che avrebbe dovuto comunque pagare il ticket, pur non essendo suo stato sottoposto a nessuna visita. Non solo: il paziente ha anche un esenzione illimitata per la patologia cronica di cui è affetto.
La denuncia
L’uomo ha deciso quindi di non pagare alcun ticket, ma di chiedere alla reception di inviare tutto al suo legale. Non solo: il paziente, deciso ad affermare i propri diritto, ha inviato una mail all’ufficio relazioni con il pubblico per chiedere tutti i dovuti chiarimenti. Sono trascorse due settimane, e non ha ancora ricevuto alcuna risposta. La cosa più importante, ovvero la visita, non è stata svolta, e ora l’uomo dovrà attendere altri mesi, nonostante la serietà della situazione. Interpellata sulla questione da Il Cittadino, l’Asst ha fatto sapere che saranno effettuate tutte le verifiche opportune del caso.
