Gerry Scotti è il volto televisivo de La Ruota della Fortuna, Chi vuol essere Milionario? e Lo Show dei Record. Pochi però ricordano il suo passato nella Camera dei Deputati a Roma. Nel 1987 Virginio Scotti – questo il suo vero nome – venne eletto con il Partito Socialista Italiano.
Il leader del PSI era allora Bettino Craxi. Gerry rimase in Parlamento per un’intera legislatura, fino al 1992, occupandosi principalmente di politiche giovanili. Quell’esperienza politica si concluse con un senso di frustrazione: il conduttore ha spesso raccontato di aver presentato molte proposte rimaste chiuse nei cassetti di Montecitorio. Proprio i cinque anni da onorevole hanno generato per Gerry Scotti un diritto economico particolare, la famosa pensione da parlamentare.
Le cifre circolate negli anni oscillano tra i 1.016 euro e i 1.400 euro mensili. Per lo Stato Italiano, Gerry Scotti è a tutti gli effetti un ex deputato con diritto al vitalizio. Il conduttore ha tagliato il traguardo dei 65 anni orami da quattro anni e l’assegno è scattato automaticamente. Eppure, il volto che tiene compagnia agli spettatori tutte le sere con Samira Lui, non ha mai desiderato i soldi da ex parlamentare. Per tantissimo tempo ha cercato ogni modo burocratico per rinunciare formalmente al privilegio economico in questione.
Ha scritto lettere ufficiali a diversi Presidenti del Consiglio. Ha interpellato Silvio Berlusconi, ha cercato un dialogo con Matteo Renzi, poi con Giuseppe Conte e persino con l’attuale Premier Giorgia Meloni. Ma a nulla è servito: la legge non prevede una rinuncia unilaterale a un diritto già maturato. Così lo Stato obbliga di fatto Gerry Scotti a percepire una somma che lui non vorrebbe.

A chi vanno i soldi del vitalizio di Gerry Scotti? Ecco la risposta definitiva
Gerry Scotti ha scelto la strada della trasparenza. Più volte nelle interviste ha dichiarato che se non può restituirli allo Stato, è invece libero di darli a chi ne ha veramente bisogno. Scotti incassa l’assegno parlamentare ma non lo tiene nel suo patrimonio personale, invece ha deciso di destinare l’intera cifra mensile alle famiglie dei caduti nell’adempimento del lavoro. Si parla di circa 10.000 o 12.000 euro all’anno. Questi fondi sostengono padri, madri e figli che hanno perso un caro in un incidente sul posto di lavoro.
In molte interviste ha spiegato il suo disagio nel vedere arrivare quei soldi ogni mese, mentre in tanti ne hanno davvero bisogno. Molti amici e colleghi gli avevano suggerito la soluzione più ovvia: prenderli e donarli. E così è stato, trasformando un privilegio in una risorsa sociale. Questa vicenda mostra un Gerry Scotti diverso da quello che gioca con i concorrenti a La Ruota della Fortuna, ma che invece sente il peso della responsabilità sociale. Il vitalizio nel suo caso è uno strumento di solidarietà per i meno fortunati.
