Le tartarughe giganti tornano alle Galápagos: notizia straordinaria per l’ecosistema marino

Una bellissima notizia arriva dalle Galápagos (Ecuador): dopo quasi due secoli di assenza, sono tornate le tartarughe giganti: quando ormai sembravano destinate all’estinzione totale, rieccole nel loro habitat originario

Sembravano sparite per sempre, e invece sono tornate, lasciando tutti a bocca aperta. Dopo più di 180 anni di assenza, sono riapparse, nell’arcipelago delle Galápagos (Ecuador), le tartarughe giganti. Rieccole, dopo quasi due secoli di sparizione, tornate nel loro habitat originario. Siamo per la precisione sul suolo vulcanico di Floreana, una delle isole più affascinanti e meno battute dell’arcipelago. E qui gli abitanti sono al settimo cielo per quello che rappresenta a tutti gli effetti un evento storico. Sia dal punto di vista scientifico, che da quello paesaggistico e turistico, per una destinazione da sempre, e ora ancor di più, simbolo dell’ecoturismo mondiale.

Queste straordinarie creature sembravano infatti destinate all’estinzione totale: troppi anni erano passati dalla loro ultima apparizione. Nessuno ci sperava più. Fin quando, lo scorso 20 febbraio, un piccolo esercito di giovani esemplari di tartarughe giganti ha fatto la loro incredibile comparsa.

Quartiere San Donato

Festa alle Galápagos: sono ritornate le tartarughe marine, dopo un’assenza di 180 anni

Un totale di 158 esemplari, di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, sono stati reintrodotti sull’isola di Floreana. Un ritorno che è stato, chiaramente, organizzato nei minimi dettagli, e sincronizzato con l’arrivo delle prime piogge stagionali, circostanza meteorologica fondamentale per favorire l’adattamento degli animali nel loro habitat naturale. Il tutto è avvenuto nell’ambito del più grande progetto di ripristino ecologico mai avviato nell’arcipelago delle Galápagos.

Molto affascinanti le informazioni raccolte su questi 158 esemplari di tartarughe. Gli animali hanno, infatti, tra il 40% e l’80% del patrimonio genetico originario della specie. Sono stati allevati per 12-14 anni in centri specializzati, sottoposti a controlli sanitari e dotati di trasmettitori GPS per monitorarne i movimenti e l’adattamento nella natura. Un lavoro straordinario, che vede oggi, finalmente, i suoi frutti.

Una vera e propria operazione di “restauro ecologico” su larga scala. Queste tartarughe, infatti, sono a tutti gli effetti una “specie chiave”, che nell’ecosistema rivestono un po’ il ruolo di ‘ingegneri’. Sono, cioè, capaci di disperdere semi, rigenerare la vegetazione, e anche ristabilire equilibri naturali che erano ormai assenti da circa due secoli. Insomma, la loro presenza nella natura è fondamentale. Quello dello scorso 20 febbraio è, però, solo il primo ‘mattoncino’ che è stato posto. Non è, infatti finita qui: nei prossimi anni, infatti, è previsto il rilascio graduale di altri 700 esemplari, circa.

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