Qual è il mestiere che rende più frustrati? Non l’insegnamento.
Gli insegnanti per anni sono stati descritti come lavoratori stanchi, frustrati, poco valorizzati e costantemente sotto pressione. Nell’immaginario collettivo, la scuola sarebbe un ambiente logorante, fatto di carichi burocratici, classi difficili e scarsa considerazione sociale. Eppure, quando si analizzano alcuni indicatori legati al benessere psicologico e alla qualità della vita, emerge un quadro più sfumato e per certi versi sorprendente. In America, uno studio condotto dal ricercatore Jordan B. Batcher dell’Arizona State University ha evidenziato come gli educatori mostrino livelli di vulnerabilità psicologica inferiori rispetto alla media della popolazione in età lavorativa. un dato che invita a riconsiderare molti stereotipi.
Quali sono i fattori che contribuiscono a questo risultato? Partiamo dal profilo demografico. Tra gli insegnanti è elevata la presenza di donne e di persone sposate, due elementi che, secondo diverse ricerche, sono associati a una minore propensione a comportamenti autolesivi e a una maggiore stabilità emotiva. A questo si aggiunge un livello medio di istruzione alto, che spesso si traduce in una maggiore consapevolezza delle proprie risorse personali e nell’accesso a strumenti culturali utili per affrontare i momenti di difficoltà. Un altro aspetto riguarda lo stile di vita: gli educatori in media adottano abitudini più salutari rispetto ad altre categorie professionali.

