Grave scomparsa nel mondo della musica napoletana, e non solo. E’ morta l’icona della cultura partenopea Angela Luce: aveva 88 anni
Una delle voci e dei volti più straordinaria del mondo dello spettacolo italiano, e in particolare di quello napoletano. Si è spenta all’età di 88 anni Angela Luce, artista partenopea dalla carriera iconica. All’anagrafe Angela Savino, ha cominciato la sua ascesa quando era giovanissima, all’inizio degli anni Cinquanta.
Spaziando dalla musica al cinema, passando per il teatro, incrociando la sua strada professionale con alcuni dei nomi più importanti dello spettacolo nostrano. Eduardo De filippo, Totò, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni. Con il celebre brano ‘Ipocrisia’ si è piazzata al secondo posto al Festival di Sanremo nel 1975.
Addio all’icona della musica napoletana Angela Luce: la carriera straordinaria di una vera icona
Una delle sue ultime apparizioni tv è stata quella a Verissimo, ospite di Silvia Toffanin. A cui ha concesso una lunga e sentita intervista.
“Quanti ricordi, quanto vissuto, quanta vita. Papà era artigiano, faceva delle scarpe favolose, e la cliente più scocciante, diceva sempre che ero io. Per lui ero la sua principessa, non Angela. Mia mamma faceva la fiorista: i fiori di stoffa da applicare sugli abiti da sera. Papà ebbe la medaglia d’oro come cavaliere del lavoro. Sono nata dopo due maschi, mio fratello Luigi e Eugenio. Ero la femmina, la più attesa, veramente la principessa dalla casa. Quando andavamo al cinema, pur essendo piccola quando tornavo a casa mi mettevo davanti allo specchio e cantavo la canzone del film, ballavo. Ce l’avevo nel sangue”.

La carriera: “Sotto molto aspetti non è stata facile per me, perché essendo un’autodidatta, non ho studiato danza, ma ho ballato. Non ho studiato dizione e ho fatto il teatro in italiano, al Cavallino Bianco, ho fatto l’operetta dove mi hanno detto che parlavo un italiano ottimo. Mi ha spinto l’amore a farlo, il più grande della mia vita. Ho avuto un compagno per due anni, storia di dominio pubblico, sulla stampa, con Peppino Gagliardi, un grande artista, di cui mi innamorai follemente, l’ho amato veramente. Gli piacevano le donne, e fare un po’ il ‘pappagalletto’, come tutti gli uomini. Ma si innamorò anche lui di me. Mi fece un torto che non riuscii a perdonare, e gli dissi non ti voglio vedere mai più. sono sagittario, non perdono, ahimè, pur amandolo come lo amavo, e lo dico a voce alta, se c’è un uomo al mondo che ho amato, è lui”.
