Fabrizio De André, il cantautore eterno: i 3 album da ascoltare per capire davvero la sua arte

Fabrizio De André, cantautore indimenticabile della musica italiana: stasera in tv il film a lui dedicato. I tre album da ascoltare per conoscere, o iniziare la conoscenza, di questo artista, pietra miliare della musica italiana

Un artista la cui musica lo ha reso eterno, paroliere infinito e indimenticabile. Fabrizio De André, cantautore genovese che ha fatto la storia della musica italiana, sarà omaggiato questa sera su Rai 1 con il film a lui dedicato. Stiamo parlando di Fabrizio De André – Principe libero, pubblicato nel 2018, per la regia di Luca Facchini. Interpretato da Luca Marinelli, la pellicola è basata sulla vita del cantautore, partendo da un episodio che fu particolarmente rilevante nella sua vita. Ovvero il rapimento, avvenuto la sera del 27 agosto 1979, a opera dell’anonima sequestri. Il cantautore e la sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, furono portati via a forza dalla tenuta sarda dell’Agnata, nei pressi di Tempio Pausania, dove vivevano da poco. Il rapimento è l’occasione, per l’artista, di ripercorrere ricordi, dialoghi, pezzi di vita.

Un film la cui visione consigliamo a coloro che vogliono approfondire la conoscenza di questo artista straordinario. La cui carriera musicale andrebbe percorsa per intero, per apprezzarne la complessità del suo percorso di artista, e di uomo. Abbiamo selezionato tre album su tutti per conoscere De André: una base, diciamo così, da cui partire, per esplorare l’arte di Faber.

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I tre album da ascoltare di De Andrè: Non al denaro non all’amore né al cielo, Creuza de mä e Anime salve Quartiere San Donato

I tre album di Fabrizio De André da ascoltare per conoscere la sua musica

Missione difficilissima scegliere solo tre degli album pubblicati dal cantautore genovese. Vi consigliamo, però, di partire da Non al denaro non all’amore né al cielo. Pubblicato nel 1971, in questo disco De André, il quinto in studio, il cantante appare particolarmente ispirato. Si tratta di un concept album, ispirato ad alcune poesie tratte dall’Antologia di Spoon River del poeta statunitense Edgar Lee Mast. Un capolavoro dietro l’altro, testi suggestivi, che evocano emozioni a non finire.

Il secondo album, necessario per conoscere l’arte di De André, è Creuza de mä. Interamente cantato in genovese, in questo disco, del 1984, l’undicesimo del cantautore, De André canta nella sua lingua madre, il dialetto genovese. Incomprensibile a tutti coloro che non lo conoscono, ma necessario per ascoltare il De André più ‘sanguigno’.
Infine, bellissimo e infinito è il suo ultimo album, Anime salve. Pubblicato nel 1996, ci ha lavorato insieme a Ivano Fossati, altro grandissimo nome della musica italiana. Nel 1997 vinse la Targa Tenco, e fu un vero e proprio successo di pubblico.

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