Come si mangia al Villaggio Olimpico per Milano-Cortina 2026? Il pasto completo di un’atleta spiega tutto.
Il tema più discusso in questi giorni quando si parla del Villaggio Olimpico di Milano per Milano-Cortina 2026 non riguarda tanto l’architettura o la rigenerazione dell’ex scalo di Porta Romana, quanto quello che finisce nei piatti degli atleti. Il cuore gastronomico del villaggio sarà una maxi mensa operativa 24 ore su 24, pensata per servire fino a tre milioni di pasti complessivi durante i Giochi. Ogni giorni vengano preparate migliaia di porzioni, organizzate in isole tematiche che spaziano dalla cucina internazionale ai piatti della tradizione italiana, con opzioni halal, vegetariane e vegane.
I menu sono stati studiati da nutrizionisti per rispondere alle esigenze di discipline molto diverse tra di loro. Dagli sport di resistenza a quelli di potenza: ogni atleta deve trovare il giusto equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi. Il servizio a buffet punta su varietà e flessibilità. Tutti così hanno modo di personalizzare il pasto in base agli allenamenti e agli orari di gara. Le critiche non sono mancate però. Il pattinatore Gleb Smolkin ha parlato di eccessiva monotonia, soprattutto per quel che riguarda la pasta. Molti altri però, soprattutto sui social, hanno elogiato la qualità, l’abbondanza e l’organizzazione. Hanno sottolineato l’attenzione alla riduzione degli sprechi grazie alla collaborazione col Banco Alimentare. Entriamo proprio nel villaggio per comprendere insieme agli atleti, cosa propone il menù a loro disposizione.

Cosa e come si mangia al villaggio olimpico? La testimonianza della pattinatrice Leerdam
Jutta Leerdam, pattinatrice olandese ha mostrato una giornata intera nella mensa del villaggio Olimpico, cosa si mangia e quali pasti ha scelto. Colpisce la varietà di portate, l’abbondanza e la bellezza visiva di tutti gli ingredienti assemblati. Gli atleti ci tengono anche a sfatare il mito diffusosi in questi giorni sui social secondo cui “mangerebbero troppo”. Per il loro stile di vita e il ritmo serrato alle Olimpiadi, i carboidrati non sono mai abbastanza. Diciamolo ad alta voce poi: resistere al cibo italiano è un’impresa ardua. Leerdam parte dal buffet della colazione: yogurt, cereali e marmellate di tutti i tipi. Frutta fresca e secca in abbondanza e anche le opzioni salate.
@juttaleerdam Let’s eat lunch together 🩵 #Olympics #dininghall #milanocortina2026
Per quel che riguarda il pranzo: pasta al ragù e altri condimenti, formaggio grattugiato da aggiungere e verdure grigliate e lesse in quantità. Non può mancare la pizza in teglia: margherita, con mortadella e pistacchi e alle verdure: ogni atleta sembra averne un pezzo sul vassoio durante i pasti principali. Pane di ogni varietà, focaccia, bevande sempre a vista e il pezzo forte: Leerdam non lo mostra, ma tanti altri atleti ne sono ossessionati, stiamo parlando del tiramisù. Ogni giorno compaiono teglie e teglie del dolce che puntualmente, finisce e viene rifocillato. Tanti altri atleti, sempre sui social, si mostrano alle prese con piatti abbondanti di tiramisù da colazione a cena: come resistere d’altronde a cotanta bontà? Alle polemiche di Smolkin rispondono decine e decine di testimonianze che elogiano e apprezzano le prelibatezze del Villaggio di Milano.
