Triste e senza stimoli? Non ascoltare queste canzoni secondo la psicologia

Per sentirsi meno tristi bisogna evitare canzoni e hit recenti: ecco cosa dice la psicologia.

La musica è notevolmente cambiata negli ultimi anni e molto più di quanto immaginiamo. Non si tratta solo di suoni, ma soprattutto di emozioni che trasmette. Un’analisi condotta su oltre 50 anni di classifiche Billboard mostra che i testi delle canzoni popolari sono diventati più semplici, ma allo stesso tempo più negativi e ricchi di parole che hanno a che fare con stress, rabbia e tristezza. Un cambiamento che, secondo gli psicologi, non è irrilevante: quello che ascoltiamo ogni giorno può influenzare il nostro umore più di quanto pensiamo. Se vi sentite tristi dunque, non è solo una questione di testo malinconico. C’entra anche il periodo storico della musica che scegliete.

Molte hit degli ultimi 10-15 anni sono più lente, con ritmi minimali e tonalità minori. Anche se parlano di amore, lo fanno spesso in modo fragile e tormentato. Non è certo un caso. Viviamo in un’epoca segnata da incertezza e crisi sociali: la musica riflette questo clima emotivo. Il risultato sono playlist composte da brani intensi, a volte malinconici che possono amplificare uno stato d’animo già triste. Anche se pensiamo che sfogarsi con musica triste possa aiutarci, rischia invece di farci rimanere a lungo in quella sensazione.

Canzoni tristi da evitare: quali ascoltare per sentirsi meglio secondo la psicologia

Secondo la psicologia della musica, a fare la differenza sono oltre al testo: tonalità, ritmo, energia e periodo storico di produzione. Le canzoni dagli anni ’70 ai ’90, in media hanno strutture melodiche con ritmi più vivaci e una maggiore presenza di tonalità, associata a emozioni come speranza, leggerezza e vitalità. Questo non vuol dire che la musica recente sia negativa, né che quella del passato sia più allegra. Le statistiche mostrano però una tendenza chiara: le hit di qualche decennio fa erano più luminose. C’è anche un altro fattore molto importante: la nostalgia positiva.

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Ascoltare la musica recente contribuisce a modulare il nostro umore

Le canzoni che appartengono a un periodo passato: anche se non le abbiamo vissute in prima persona, evocano familiarità. Il cervello tende ad associarle a momenti collettivi più semplici. Inoltre, molte produzioni del passato puntavano su strumenti reali, cori e armonie ricche. Questi sono elementi che stimolano calore e connessione. Se stai attraversando un periodo difficile, sarebbe utile limitare brani lenti e ripetitivi, canzoni con atmosfera cupa e hit recentissime che parlano di solitudine e ansia. Prediligi hit energiche e melodie più aperte. La musica cura tutto, ma può modulare le emozioni: scegliere con cura cosa ascoltare può aiutarci a prenderci cura del nostro equilibrio.

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