Eugenio Mastrandrea conquista fiction e anche il cinema: il ruolo da recuperare se lo state amando in Don Matteo 15.
Uno sguardo magnetico, un’intensità spesso trattenuta e una presenza scenica che vibra anche nei silenzi. Eugenio Mastrandrea è uno di quegli attori capaci di imporsi senza fare troppo rumore, ma con una forza emotiva che buca lo schermo. Romano, nato nel 1993 e formato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, incarna una nuova generazione di interpreti italiani che unisce disciplina teatrale e sensibilità contemporanea. Il suo debutto arriva nel film ACAB – All Cops Are Bastards di Stefano Sollima nel 2012.

Si tratta di un primo passo verso un universo narrativo duro e politicamente incandescente. Mastrandrea si muove in un contesto crudo, fisico, dove la tensione collettiva conta più di quella individuale. proprio qui inizia a plasmare una cifra espressiva fatta di sguardi ombrosi e inquietudine. Recita anche in contesti internazionali, ma la consacrazione nell’universo della serialità italiana arriva con Don Matteo, dove da due stagioni ormai, interpreta il Capitano Diego Martini. Due personaggi totalmente diversi, ma legati da un filo conduttore indissolubile.
Eugenio Mastrandrea; da ACAB a Don Matteo, tutte le sfumature di un giovane grande attore
Diego Martini è un ufficiale integerrimo, che all’apparenza sembra spigoloso e che è guidato da disciplina e senso del dovere. Sotto la divisa un uomo attraversato da fragilità, dubbi e un forte desiderio di lasciarsi andare. Mastrandrea non esagera mai: un gesto trattenuto, uno sguardo che si incrina o una pausa che diventa una confessione silenziosa. Il Capitano si evolve stagione dopo stagione, soprattutto nel rapporto con Giulia: una trasformazione emotiva che conquista il pubblico. Il confronto con ACAB diventa dunque emblematico: nel film di Sollima nell’ampio catalogo Netflix, l’uniforme è quasi una corazza identitaria, simbolo di conflitto e appartenenza ideologica.
La divisa in Don Matteo è appartenenza e racconta l’uomo dietro l’autorità: il contrasto tra i due personaggi evidenzia durezza, tenerezza, tensione e dolcezza. Proprio questa doppia faccia della medaglia lo rende uno degli attori più interessanti della nostra generazione: Il suo fascino non è mai ostentato, ma nasce da un’intensità emotiva che riaffiora nei momenti più inattesi. Forse è proprio questo il segreto del suo carisma: pathos mai gridato, eleganza senza tempo e complessità. Mastrandrea non interpreta semplicemente due uomini in divisa, ma le crepe, le passioni e le contraddizioni che l’uniforme nasconde. Se lo amate in Don Matteo 15, correte su Netflix e recuperate la sua prova nel film di Sollima.
