L’Australia è un continente vasto, complesso e spesso difficile da vivere, più di quanto si possa credere. Non è una macchina per fare soldi facili. Perché si guadagna tanto, ma si lavora anche tanto. Ecco a tal proposito l’esperienza di una content creator italiana, Veronica Pedemonte (@veronicapedemonte_).
Negli ultimi anni, il mito della Terra dei Canguri come meta di un facile eldorado ha spinto migliaia di giovani italiani a fare le valigie. Molti partono con il Working Holiday Visa verso città come Sydney, Melbourne o Perth. Veronica, esperta di social, ha deciso però di rompere il silenzio in merito. Con un video su Instagram diventato virale, ha spiegato la differenza tra guadagnare e vivere bene. “L’Australia non è una macchina sputa-soldi”, esordisce nel suo racconto. Questa frase colpisce dritto al cuore di chi pensa che basti atterrare lì per diventare ricchi. Il punto centrale non è il numero scritto sulla busta paga in dollari australiani (AUD). La vera chiave di volta è il potere d’acquisto reale nel mercato locale.
La creator cita un esempio iconico per ogni fuorisede: le Gocciole Pavesi. Un prodotto che rappresenta casa, ma che all’estero diventa un bene di lusso importato. In Italia, un pacco di biscotti costa circa 3 euro. In un supermercato australiano, il prezzo può lievitare fino a 6,50 euro. Sembra un furto, ma la realtà è diversa. La ragazza mette a confronto uno stipendio medio da cameriera a Roma o Milano con uno a Canberra o nell’outback. In Italia, 1200 euro al mese sono la norma per molti giovani. In Australia, la stessa mansione può fruttare facilmente 2500 euro netti. Qui il calcolo cambia radicalmente la percezione del quotidiano. Il lavoro nei settori FIFO (Fly-In Fly-Out) nelle miniere del Western Australia offre cifre ancora più alte. Tuttavia, richiede sacrifici fisici enormi e turni di 12 ore sotto il sole cocente.
L’inflazione globale ha colpito tutti, ma l’economia australiana risponde con salari minimi tra i più alti al mondo. La spesa alimentare pesa meno in percentuale rispetto al salario percepito. Anche la benzina costa meno rispetto ai distributori italiani. Questo permette spostamenti più facili in un territorio immenso dominato dalla natura selvaggia.

Il paradosso del benessere: perché 20 minuti di lavoro in Australia valgono più del risparmio forzato in Italia
La vera riflessione non riguarda il costo della vita, ma la dignità sociale del lavoratore. Molti italiani arrivano in Australia e scoprono un mondo nuovo. “Per permettermi quelle Gocciole ho dovuto lavorare solo 20 minuti”, spiega la creator nel suo video. In Italia, per comprare lo stesso prodotto con uno stipendio basso, il “costo temporale” è molto più alto. Il lavoro viene percepito come una fatica non ripagata. L’Australia offre un ambiente dove il lavoratore si sente valorizzato. Non si è solo un numero, ma una risorsa preziosa per l’azienda o il ristorante.
Naturalmente, non mancano le difficoltà. Gli affitti nelle zone centrali di Sydney sono proibitivi e la solitudine può farsi sentire lontano da casa. Molti scelgono di fare sacrifici per i primi mesi. Tagliano le spese superflue, evitano i prodotti di importazione e puntano tutto sul risparmio per il futuro. Ma la differenza resta. Con uno stipendio normale si può pagare l’affitto e fare la spesa senza l’ansia di restare senza soldi a metà mese. Ci si può permettere di uscire a cena o di fare colazione al bar senza sentirsi in colpa. Questi piccoli piaceri sono la base della qualità della vita.
Visualizza questo post su Instagram
L’Australia richiede impegno. Se si vuole guadagnare tanto, bisogna essere pronti a lavorare duro, spesso in condizioni climatiche estreme o con orari pesanti. Chi cerca “soldi facili” resta deluso e spesso torna in Italia dopo pochi mesi. Chi invece accetta la sfida trova un sistema che premia il merito. Non è un caso che molti italiani decidano di restare per stabilità e rispetto professionale. Il Paese non sputa soldi, ma offre un patto onesto: tu dai il tuo tempo e la tua professionalità, lo Stato e il mercato ti garantiscono il benessere.
