In tanti al giorno d’oggi credono che la trasparenza radicale sia l’unico modo per costruire una vera e propria relazione sana: si ritiene che scavare nel passato serva a liberarsi e che mettere a nudo ogni dettaglio della storia sentimentale – magari immediatamente precedente – dimostri fiducia totale, ma la psicologia moderna, smentisce questo approccio. Esiste un fenomeno che distrugge legami altrimenti solidi: la gelosia retroattiva.
La ricerca pubblicata sul Journal of Cognitive and Behavioral Psychotherapies è chiarissima al riguardo. La gelosia verso il passato è un vero e proprio disturbo ossessivo-compulsivo. Genera pensieri intrusivi che hanno a che fare con dettagli, immagini e nomi. Più informazioni specifiche ci sono, più materiale si dà alla mente del proprio partner per creare tormenti evitabilissimi. Le parole diventano macigni pesanti (e soprattutto che non svaniscono mai) nel cervello dell’altro. Non si tratta, ovviamente, di mentire, ma di proteggere chi si ama. Ecco dunque le sette rivelazioni che, secondo gli esperti, non andrebbero mai fatte.

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In primo luogo, mai dare dettagli o fare confronti intimi specifici. La teoria del confronto sociale di Leon Festinger spiega che siamo comparatori compulsivi. Quindi descrivere quanto un ex fosse “passionale” crea un punto di riferimento che sembra insuperabile. Il secondo consiglio degli psicologia è quello di non parlare mai dell’intensità del sentimento passato. Dire “non ho mai amato nessuno come lui/lei” è una pugnalata silenziosa. Questa informazione può essere vissuta come una minaccia costante. L’altro si sentirà sempre un premio di consolazione o, peggio, un ripiego.
Mai dire, poi, cosa rendeva attraente il proprio ex. Non descrivere mai minuziosamente gli occhi o il corpo di chi c’era prima. Il cervello del partner archivia queste informazioni e tutte le volte che si guarderà allo specchio, cercherà ciò che gli manca rispetto a quel modello narrato facendo nascere un senso di inadeguatezza fisica che spegne il desiderio e l’autostima. Non rivelare quanti soldi hai speso per il tuo vecchio partner. Il denaro non è solo materia, ma un simbolo di investimento emotivo. Rivelare vacanze di lusso o regali folli genera risentimento.
È importante anche essere vaghi sul tempo esatto della propria guarigione dopo la fine del rapporto. Dire che ci sono voluti anni per superare una rottura suggerisce un residuo emotivo ancora presente. I tempi di uscita da una storia sono soggettivi e variano per mille motivi. Condividerli crea solo insicurezze profonde. Assolutamente vietato parlare di rituali, nomignoli o scherzi privati. Ogni coppia costruisce un piccolo mondo unico e rivelarlo distrugge la magia. Infine, ovviamente, non parlare mai della qualità “superiori” del proprio ex. Che fosse un artista di successo o un genio della finanza, meglio tenerlo per se. Il confronto sociale verso l’alto può essere devastante. La vera onestà non consiste nel rovesciare ogni ricordo addosso all’altro, ma essere presenti e attivi nel qui e ora.
