Un’oculata scelta del pollo da acquistare al supermercato fa la differenza: cosa notare quando facciamo la spesa
L’enorme richiesta da parte dei consumatori di alcuni alimenti, ha portato alla creazione di realtà quali gli allevamenti intensivi. All’interno delle quali difficilmente gli animali sono liberi di crescere in modo naturale e felice, ma, anzi, vengono forzati a svilupparsi più rapidamente del normale. Diversi documentari, come Food for Profit della giornalista Giulia Innocenzi, hanno dimostrato come esistono moltissime realtà, e non solo all’estero, ma anche in Italia, in cui gli animali vengono sottoposti a vere e proprie torture.
Gli allevamenti intensivi: realtà ‘horror’ per gli animali
Costretti a crescere e a ingrassare in tempi record, in una catena di produzione che non si può fermare, e che non ammette i difetti. Realtà vicine all’orrore, che faremmo tutti meglio e non sostenere.
Anche perché gli animali allevati in questo modo sviluppano una carne dannosa per l’uomo. Insomma, cibo che non vorremmo mangiare, se solo fossimo consapevoli di quel che contiene. Ma esiste un modo per riconoscere, ad esempio, un pollo cresciuto in un allevamento intensivo, da uno, invece, cresciuto all’aperto? Sì, e lo si può fare semplicemente osservando la confezione di pollo che abbiamo tra le mani, quando siamo al supermercato.

Pollo del supermercato, come riconoscere se proviene da un allevamento intensivo
Non c’è bisogno di un occhio esperto, ma solo di un occhio attento. Quando abbiamo tra le mani la vaschetta di polistirolo contenente il pollo che abbiamo prelevato dagli scaffali del frigorifero del supermercato, dobbiamo far caso ad un elemento. Se le fettine di pollo contengono delle strisce bianche, note come white stripes, ebbene è meglio non procedere con l’acquisto. Queste strisce bianche sono infatti il segno di una miopatia muscolare, fenomeno diretta conseguenza proprio delle pratiche di allevamento intensivo.
Le strisce bianche nei polli: cosa sono e perché si sviluppano
Che cosa succede a questi animali che sviluppano queste strisce? Il pollo viene fatto crescere troppo in fretta rispetto a quelli che sarebbero i suoi ritmi naturali. A tutti gli effetti una crescita forzata, in un animale che non è affatto libero di sgambettare e di correre. Insomma, un pollo costretto, nell’arco della sua breve vita, in un’angusta gabbia, dove deve crescere più in fretta possibile.
Tutto questo provoca all’animale uno stress che impatta sulle sue fibre muscolari. Che, così danneggiate, vengono sostituite dal tessuto connettivo e adiposo, ovvero dal grasso. Ecco spiegate queste striature bianche. La carne, invece, biologica, ovvero proveniente da allevamenti non intensivi, non presenta queste strisce. Acquistare quest’ultima al posto della carne proveniente da realtà in cui gli animali vengono sfruttati significa sostenere gli allevamenti sani e acquistare del cibo che davvero fa bene al nostro corpo.
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