Perché non vogliamo mai cambiare lato del letto, secondo la psicologia

Il lato del letto non cambia mai: cosa significa secondo la psicologia.

Una scena impressa nella quotidianità di ognuno di noi: chi dorme in coppia, ma anche solo in u letto matrimoniale, non tende mai a cambiare lato. Il posto è sempre lo stesso, guai stravolgere questo equilibrio. Non è una cosa che pensiamo a lungo, spesso non si decide nemmeno: è quella e basta. Pensare allo stravolgimento di questo equilibrio ci mette a disagio e non poco: non è banale questa rigidità secondo la psicologia. Il nostro cervello ama la routine, soprattutto in periodi in cui ci sentiamo più vulnerabili. Dormire abbassa completamente le nostre difese e il lato del letto diventa un’ancora di sicurezza, una zona di comfort. La luce, la distanza dalla porta o dal bagno rappresentano una mappa mentale stabile che il cervello non vuole modificare.

Cambiando lato dunque, il corpo reagisce come se avesse perso un punto fermo. Secondo la psicologia cognitiva, il sonno funziona meglio quando l’ambiente ci appare prevedibile. Il lato del letto dunque non è solo uno spazio fisico, ma un’estensione della nostra identità personale. Il cuscino, il comodino e la direzione al risveglio comunicano familiarità. Se il partner propone un cambio, il cervello registra una micro-perdita del controllo. Da qui la totale reticenza nell’affidarsi a questa pratica, optando per il solito posto ancora una volta.

Dormire sempre allo stesso lato del letto: cosa significa per la psicologia all’interno di una coppia

Entra in campo anche la psicologia delle relazioni: scegliere di dormire sempre allo stesso lato del letto si collega anche a un controllo implicito degli spazi. Equivale a un’organizzazione inconscia della convivenza che non ha nulla a che fare con il dominio, ma riguarda il fatto che ognuno occupa e difende il proprio territorio senza dichiararlo. Chi si oppone al cambiamento mostra una personalità stabile il più delle volte, ma anche una bassa tolleranza all’imprevisto. Chi invece si adatta facilmente, predilige l’armonia rispetto al bisogno di controllo. C’è però una precisazione doverosa da fare: secondo la psicologia dell’attaccamento, condividere delle abitudini aumenta la sensazione di coppia stabile. Il problema sorge quando l’abitudine si trasforma in rigidità.

lato del letto
Il nostro lato del letto non si tocca

Se cambiare lato del letto corrisponde a irritazione o ansia smodata, il tema non c’entra con il dormire bene o male, ma con la flessibilità emotiva di coppia. I segnali riguardano lo stress quando percepiamo che il nostro partner invade i nostri spazi. La psicologia in questo caso non denota un allarme, ma un bisogno di controllo e sicurezza. Rispettare questi segnali aiuta a comprendere come ciascuno vive la propria intimità, non solo di notte. Provare a cambiare lato, anche per gioco, diventa un esperimento interessante. Senza forzature, serve a osservare le reazioni dell’altro. Il letto racconta molto più di quanto immaginiamo e spesso spiega perché quel lato è nostro e basta e nessun altro può dormirci.

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