Monza, chiude un altro locale storico: dopo quasi 100 anni di attività, abbassa per sempre la saracinesca la calzoleria La Rinnovatrice
Tuttonotizie da sempre è attento a una tematica: la crisi del commercio, che sta portando decine di negozianti, tutti i giorni, lungo tutta la Penisola, a gettare la spugna, e a salutare la propria attività commerciale. Negozi storici che resistevano da decenni, costretti ad accettare il cambiamento dei tempi. Che vede il consumatore non recarsi più, ormai, nel negozio fisico, ma acquistare quasi esclusivamente online, sulle app. Se a questa grave assenza del cliente si aggiunge, per il negoziante, un’inflazione schiacciante, il risultato è quasi sempre la chiusura.
Oggi vi raccontiamo la storia di Fausto, calzolaio che portava avanti uno storico locale del centro storico di Monza. Oggi, dopo quasi 100 anni di attività, è costretto ad abbassare la saracinesca del negozio che dal 1928 la sua famiglia portava avanti. Stiamo parlando della calzoleria La Rinnovatrice, storico locale che, chi frequenta la città lombarda, conoscerà sicuramente. La sua storia è stata raccontata nel corso del morning show ‘Mattino Cinque’, su Canale 5.

Centro storico di Monza, la calzoleria La Rinnovatrice chiude dopo quasi un secolo di attività: “Costi insostenibili”
“I costi sono diventati troppo alti, e la situazione è diventata insostenibile”, ha detto Fausto ai microfoni di ‘Mattino Cinque’. Parliamo, quindi, di costi fiscali, l’affitto “e anche l’avvento di Amazon. Tutte queste situazioni, soprattutto dopo il Covid, sono state assolutamente un oceano in tempesta”.
Una decisione molto difficile da prendere, soprattutto perché, come testimonia lo stesso commerciante, “i clienti non mancavano, anche se non come un tempo. Però” precisa, “abbiamo dovuto fare dei conti”.
“Di affitto pagavo 2500 euro al mese, poi mettici le spese, quindi le utenze e le tasse. Arrivavo a 5000 euro al mese. Dovevo ricavare almeno 8000 euro” per andare avanti. Costi stellari, insostenibili.
La cosa che ha fatto traboccare il vaso e ha fatto decidere Fausto per la chiusura è stata l’inflazione: l’aumento dei costi in generale. “C’è anche un fatto: oggi le scarpe sono di bassa qualità, quindi non puoi aumentare di molto il prezzo. Questo è un problema di oggi, la fast fashion”. Il commerciante ha poi concluso: “E’ da un po’ che sentiamo questa cosa, poi siamo arrivati al punto che abbiamo dovuto prendere atto della situazione, ma non è qualcosa avvenuto improvvisamente. L’affitto è una voce molto alta, ma non è l’unica: un mix di cose”.
