Stasera in tv La Preside con Luisa Ranieri: la fiction Rai che sta facendo discutere, ecco perché non puoi perderla

In sintesi

  • 🎬 La Preside
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📚 Una fiction civile ispirata alla storia vera della preside Eugenia Carfora, che racconta la lotta per il riscatto di una scuola di periferia napoletana tra degrado, tensioni sociali e speranza, con uno stile realistico e coinvolgente.

La Preside, Luisa Ranieri, Rai 1 e il nuovo corso della fiction civile italiana tornano protagonisti stasera in TV con una prima serata che promette emozione, tensione sociale e un racconto fortemente radicato nella realtà. Oggi è lunedì 12 gennaio 2026 e la proposta più potente della serata arriva proprio dalla rete ammiraglia Rai, che alle 21:30 porta in onda i primi due episodi della fiction diretta da Luca Miniero, liberamente ispirata alla storia vera della preside-eroina Eugenia Carfora.

La Preside di Rai 1: la nuova fiction‑evento che affonda nella realtà

I primi due episodi presentano il personaggio di Eugenia Liguori, interpretata con una forza sorprendente da Luisa Ranieri, che qui torna al suo Napoli non con toni melodrammatici ma con una carica civile rara nella fiction italiana recente. L’Istituto Morano di Caivano, simbolo di degrado, abbandono e piazze di spaccio, è il teatro perfetto per una storia che mescola dramma sociale, tensione quasi da crime e una voglia di riscatto che ricorda certe serie di culto internazionali dove la scuola diventa campo di battaglia.

Miniero abbandona la commedia per un realismo sporco, con camera a mano, corse nei corridoi sventrati, docenti fantasma e studenti che vivono la strada prima ancora dei banchi. Chi ha seguito gli ultimi anni di fiction italiana riconoscerà echi di Mare Fuori, ma La Preside gioca su un altro livello: niente glamour della devianza, niente romanticizzazione della “vita di frontiera”. Qui lo sguardo è diretto, rigoroso, quasi documentaristico, senza perdere però ritmo narrativo e cuore pop, merito anche della presenza di giovani attori credibili e di una colonna sonora fresca.

Cosa succede negli episodi 1 e 2

Nel primo episodio, “A ognuno il suo lavoro”, Eugenia mette piede nella scuola e capisce immediatamente che non basteranno regolamenti e circolari. Il personale assenteista la ignora, i ragazzi disertano le lezioni e il quartiere la considera un’intrusa. È qui che entra in gioco uno dei personaggi più azzeccati della serie: il maresciallo Corsi, interpretato da Tony Laudadio, alleato pragmatico e saggio, perfetto contraltare all’idealismo incendiario della protagonista.

Il secondo episodio, “Il patto”, spinge l’acceleratore: Eugenia recupera studenti casa per casa, affronta conflitti familiari feroci e, in una delle scene che sicuramente farà discutere, protegge Nicola durante un blitz, siglando un patto che ricorda certi momenti da cinema civile anni ’90, quando un adulto decide davvero di farsi carico del destino di un ragazzo.

  • Arriva anche il professor Vittorio Leoni (Alessandro Tedeschi), “il nordico” che si ritrova catapultato in una realtà che non conosce e che lo mette immediatamente alla prova.
  • Si approfondiscono le prime storie degli studenti: Lucia, Michele, Andrea, Jessica e Tano, ognuno con un vissuto che sfugge agli stereotipi.

È interessante come gli sceneggiatori — Cristiana Farina, Maurizio Careddu e Luca Zingaretti — abbiano evitato la trappola del pietismo. Il racconto è duro, ma non disfattista; energico, ma mai retorico. Proprio questo equilibrio potrebbe diventare la chiave del suo successo in prima serata.

Perché vedere La Preside stasera su Rai 1

Questa serie è un piccolo manifesto su cosa può fare la fiction italiana quando decide di non avere paura del reale. Lo sforzo produttivo è evidente: girata a San Giovanni a Teduccio per ragioni logistiche, La Preside costruisce un quartiere universale, riconoscibile a chiunque abbia attraversato anche solo una volta le periferie italiane. I palazzi cadenti, la musica che esce dai balconi, l’energia giovanile e ribelle diventano elementi narrativi, non semplici fondali.

La Ranieri, poi, è in stato di grazia: la sua Eugenia è ruvida, impulsiva, vulnerabile. Non è l’eroina infallibile, ma una donna che sbaglia, suda, si ferisce, insiste. Il suo legame con la versione reale della preside Carfora dà al ruolo una dimensione quasi militante. E chi ama le serie scolastiche internazionali noterà subito un dettaglio da nerd: il modo in cui Miniero filma la scuola ricorda certe sequenze di The Wire, stagione 4, dove il degrado strutturale è parte viva della narrazione. Nulla è neutro, ogni muro scrostato è un messaggio.

La colonna sonora originale, con il brano “Non mi basti mai”, aggiunge un tocco fresco senza essere invadente.

I giovani del cast sono forse il punto più sorprendente: autentici, mai caricaturali.

La Preside potrebbe diventare non solo un titolo forte per la stagione televisiva, ma anche un caso culturale, e già la sua presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2025 aveva lasciato intuire il potenziale. La Rai torna a proporre una fiction civile che parla al pubblico generalista senza perdere spessore. E in un momento storico in cui la TV generalista cerca storie identitarie e radicate nel territorio, questa serie arriva con un tempismo quasi perfetto.

Stasera su Rai 1, alle 21:30, va in onda qualcosa che non è solo intrattenimento: è un racconto che punta a lasciare il segno.

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